{"id":8137,"date":"2021-04-29T11:36:21","date_gmt":"2021-04-29T09:36:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jesushuertadesoto.com\/?page_id=8137"},"modified":"2021-04-29T12:04:24","modified_gmt":"2021-04-29T10:04:24","slug":"alcuni-miti-economici-insostenibili","status":"publish","type":"articulo","link":"https:\/\/www.jesushuertadesoto.com\/en\/articles\/articoli-in-italiano\/lunione-europea-e-la-sindrome-economica-giapponese\/alcuni-miti-economici-insostenibili\/","title":{"rendered":"Alcuni miti economici insostenibili"},"content":{"rendered":"<p>Vorrei concludere riferendomi criticamente ad alcuni importanti miti economici che leggiamo e sentiamo continuamente sulla stampa e in televisione.<\/p>\n<p>Il primo mito \u00e8 che l&#8217;aumento del salario minimo in Spagna (da 600 a 900 euro, e alla fine a 1000 o 1200 euro) non sta avendo un effetto negativo sull&#8217;occupazione. Tutta la teoria economica dimostra che l&#8217;aumento del salario minimo aumenta la disoccupazione, l&#8217;economia sommersa e la cattiva allocazione del fattore lavoro. Teoricamente, l&#8217;unico modo in cui un tale aumento potrebbe non avere questi effetti negativi sarebbe se il governo fissasse il nuovo salario ad un livello inferiore a quello che gi\u00e0 esisteva sul mercato; ma allora, se cos\u00ec \u00e8, perch\u00e9 fissarlo? Tuttavia, non \u00e8 cos\u00ec che funziona. Come risultato di questo cambiamento<strong>, <\/strong>\u00e8 sufficiente che nella costellazione di diversi lavori e salari vi sia un lavoratore il cui valore scontato della sua produttivit\u00e0 marginale sia inferiore al minimo legale, per impedire che quel lavoratore venga assunto o, se gi\u00e0 lavora, per far s\u00ec che venga licenziato. E non c&#8217;\u00e8 dubbio che questa misura generer\u00e0- e sta gi\u00e0 causando- disoccupazione e una cattiva allocazione delle risorse (anche se in economia i cambiamenti avvengono sempre gradualmente e al margine).<\/p>\n<p>La stessa Banca di Spagna ha pubblicato uno studio in cui prevede che verranno distrutti almeno 150.000 posti di lavoro, e si tratta di lavori svolti dalle persone pi\u00f9 vulnerabili (giovani appena entrati nel mondo del lavoro, donne, immigrati, ecc.). \u00c8 ovvio che, per esempio, un immigrato che con grande difficolt\u00e0 ha ottenuto i suoi documenti, avr\u00e0 molta difficolt\u00e0 a trovare un\u2019occupazione se coster\u00e0 al datore di lavoro, compresa la previdenza sociale, pi\u00f9 di sedicimila euro all&#8217;anno (novecento al mese, in quattordici buste paga, pi\u00f9 il 30 per cento della previdenza sociale). Nessuno lo assumer\u00e0! (Ed \u00e8 chiaro che ben poche famiglie potranno permettersi di pagare sedicimila euro all&#8217;anno alle persone che si prendono cura dei loro familiari anziani, o alle loro domestiche, un settore che, fino ad ora, ha dato lavoro a centinaia di migliaia di persone). Pertanto, \u00e8 molto probabile che il nostro immigrato sar\u00e0 condannato a vagare da un posto all&#8217;altro nell&#8217;economia sommersa. L&#8217;ipocrisia governativa \u00e8 tremenda: diamo il benvenuto a tutti (benvenuti i rifugiati!), ma attenzione, nessuno qui sar\u00e0 in grado di trovare un lavoro nell\u2019economia formale, perch\u00e9 ora il salario minimo \u00e8 di 900\u20ac, e il governo prevede di alzarlo a 1000 o e persino a 1200 (e perch\u00e9 non a duemila o anche di pi\u00f9, se l\u2019occupazione non ne risentir\u00e0?)<\/p>\n<p>Il secondo mito che ho spesso commentato \u00e8 che le banche centrali hanno salvato le nostre economie durante la Grande Recessione. Questo \u00e8 il mito del pompiere-piromane, perch\u00e9 sono stati proprio i banchieri centrali ad orchestrare l&#8217;espansione del credito e a generare la bolla che poi ha portato inesorabilmente alla crisi finaziaria e alla recessione economica. E ora appaiono come i salvatori del paese, perch\u00e9 hanno impedito il crollo delle banche. Certo: salvano <em>Bankia<\/em>, ma permettono al <em>Banco Popular<\/em> di fallire, perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 piccolo; e altre volte si sbagliano come quando hanno lasciato cadere <em>Lehman Brothers<\/em> ed \u00e8 crollato quasi tutto il resto con essa. Chiaramente, i banchieri centrali sono intervenuti in modo irresponsabile e <em>ad hoc<\/em> generando cos\u00ec una grande incertezza e una costante instabilit\u00e0 finanziaria.<\/p>\n<p>Il terzo mito \u00e8 che il <em>quantitative easing<\/em> era necessario per evitare una crisi deflazionistica. Questo \u00e8 falso. Il <em>quantitative easing<\/em> europeo non era assolutamente necessario. Quando \u00e8 stato avviato nel gennaio del 2015, la M3 europea stava gi\u00e0 crescendo da sola a un tasso del 4%, cio\u00e8 a un tasso molto vicino all&#8217;obiettivo del 4,5%. Non ce n&#8217;era affatto bisogno e, inoltre, come abbiamo sostenuto, ha avuto un effetto molto dannoso e autodistruttivo, bloccando completamente le riforme di cui la zona euro aveva bisogno. Anche la vecchia retorica di Mario Draghi, secondo cui la politica monetaria non sostituisce le necessarie riforme strutturali che i diversi paesi devono fare per rispettare gli obblighi di Maastricht, \u00e8 stata, dopo<em> il quantitative easing<\/em>, quasi totalmente dimenticata e sostituita da una disperata richiesta di maggior spesa fiscale. Ormai \u00e8 cos\u00ec ovvio che nessuno sta attuando le riforme strutturali perch\u00e9 la Banca Centrale Europea sta finanziando i governi gratuitamente che sarebbe ipocrita continuare a menzionare tali riforme. \u00c8 ovvio che la BCE ha tradito i suoi principi fondatori: alla fine sta finanziando il deficit pubblico di tutti i paesi (si tenga presente che possiede gi\u00e0 il 30% del loro debito pubblico in essere, compreso quello della Spagna). Inoltre, tenta di stimolare la crescita economica (come la FED negli Stai Uniti), quando ha solo l&#8217;autorit\u00e0 di mantenere la stabilit\u00e0 monetaria. Di conseguenza, la BCE \u00e8 diventata ostaggio dei suoi stessi errori, la sua politica monetaria ultra-lassista. Nel momento in cui annuncia di ritirare questa politica, una recessione colpirebbe l\u2019eurozona, e nessuno \u00e8 disposto ad affrontarla. E se la BCE continua a iniettare denaro, giapponesizzer\u00e0 completamente l&#8217;Eurozona e la condanner\u00e0 ad un&#8217;atonia indefinita in un ambiente di costante discordia tra i membri del suo consiglio direttivo, che \u00e8 gi\u00e0 profondamente politicizzato.<\/p>\n<p>Il quarto mito (o meglio, dogma di fede) \u00e8 che l&#8217;inflazione deve essere inferiore al 2% ma vicina al 2%. Ma perch\u00e9? da dove viene questa figura magica? Beh, dai modelli matematici. Tutti gli &#8220;esperti&#8221; si sono chiusi in una sala riunioni &#8211; i governatori della BCE, della Banca del Giappone, della Federal Reserve, della Banca d&#8217;Inghilterra, ecc. E bingo! Hanno stabilito che il tasso dovrebbe essere del 2%! Ma perch\u00e9 il due per cento? \u00c8 un obiettivo totalmente arbitrario, bizzarro e molto difficile da raggiungere in un ambiente in cui la produttivit\u00e0 \u00e8 aumentata cos\u00ec tanto come all&#8217;inizio di questo secolo, in seguito alla rivoluzione tecnologica e all&#8217;introduzione di numerose innovazioni. In questo contesto, il 2% per cento \u00e8 un obiettivo irrealistico, e il suo raggiungimento richiede una politica monetaria ultra-lassista ed espansiva e che genera tutti gli effetti che abbiamo menzionato in precedenza. Questi effetti destabilizzano l&#8217;economia e il mondo della finanza e, come abbiamo visto, conducono all\u2019irrigidimento dell\u2019economia e al processo di giapponesizzazione. Un paio di anni fa, sono stato invitato a una riunione all&#8217;Istituto di Economia Mondiale di Kiel. A quell\u2019incontro era presente, tra gli altri esperti, anche un ex capo economista della Banca Centrale Europea, e siamo giunti alla conclusione che, nelle circostanze attuali, l&#8217;obiettivo non dovrebbe essere il 2%, bens\u00ec lo 0% per cento di inflazione, con un tasso di crescita di riferimento di M3 tra il 2 e il 2,5% per cento. Se questo fosse stato l&#8217;obiettivo, ci saremmo risparmiati la politica monetaria ultra-allentata e il processo di giapponesizzazione. E paradosso dei paradossi, molto recentemente si \u00e8 parlato di rendere il target pi\u00f9 flessibile, ma non per sospendere la politica ultra-allentata (una politica inutile se l&#8217;obiettivo d&#8217;inflazione viene abbassato allo 0 o 1%), ma per giustificare tassi d\u2019inflazione pi\u00f9 alti nel corso del ciclo (che \u201ccompensano\u201d le precedenti disparit\u00e0 al ribasso). Che logica!<\/p>\n<p>Il quinto mito che potreste aver sentito \u00e8 questo: che il tasso naturale di interesse sta scendendo. Ma che ipocrisia! I banchieri centrali e le autorit\u00e0 monetarie riducono artificialmente il tasso di interesse a zero (o addirittura lo rendono negativo) e poi sostengono che il tasso d\u2019interesse naturale sta scendendo! Nessuno pu\u00f2 osservare il tasso d&#8217;interesse naturale, l&#8217;unica cosa che si pu\u00f2 osservare \u00e8 il tasso d&#8217;interesse lordo nel mercato del credito e, in assenza di interventi coercitivi, questo tasso incorpora il tasso d&#8217;interesse naturale, un premio per l&#8217;inflazione o la deflazione attesa, e un premio per il rischio (e, occasionalmente, nel brevissimo termine, un premio negativo per la liquidit\u00e0). Ma ci\u00f2 che \u00e8 ovvio \u00e8 che nessuno pu\u00f2 osservare quale sia il tasso d&#8217;interesse naturale. Alcuni ci dicono: \u201cBeh, una valida approssimazione potrebbe essere il tasso d\u2019interesse sulle obbligazioni &#8220;a rischio zero&#8221;. Un momento! Sono proprio le obbligazioni sovrane a rischio zero che voi (i banchieri centrali) continuate a comprare in maniera compulsiva generando, in questo modo, una bolla in questi mercati come non si era mai vista prima! Che sfacciataggine e che ipocrisia!<\/p>\n<p>Il sesto e ultimo mito a cui faremo riferimento \u00e8 il mantra che i tassi di interesse sono molto bassi perch\u00e9 la gente sta risparmiando molto e perch\u00e9 la popolazione sta invecchiando. La <em>giapponesizzazione<\/em>, si dice, \u00e8 dovuta al fatto che il Giappone sta invecchiando sempre di pi\u00f9 e, di conseguenza, risparmiando molto. Questo argomento \u00e8 falso e confonde il risparmio con l&#8217;inflazione (inflazione nel senso tradizionale austriaco di crescita dell\u2019offerta monetaria). Secondo quest\u2019argomento, come disse a suo tempo Benjamin M. Anderson, maggiore \u00e8 l&#8217;iniezione monetaria, maggiore \u00e8 il risparmio!<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> Il nuovo denaro viene iniettato e naturalmente, come abbiamo visto, la gente se lo tiene tutto in tasca e poi si sostiene che la gente sta risparmiando molto. Ma no. Ci\u00f2 che si sta producendo \u00e8 un aumento della domanda di saldi di cassa (stock), che non deve essere confuso con un aumento del risparmio (flusso). E per quanto riguarda l&#8217;invecchiamento della popolazione, l&#8217;argomento \u00e8 assai debole: quando le persone vanno in pensione, quello che fanno \u00e8 consumare quello che avevano risparmiato previamente. Dobbiamo renderci conto che in Giappone, la domanda di denaro \u00e8 aumentata drammaticamente, e gran parte di questa domanda \u00e8 stata incanalata in titoli di stato, che sono trattati come denaro contante. Che bomba a orologeria per il Giappone qualora i mercati obbligazionari dovessero crollare!<\/p>\n<p>Ricordate quello che abbiamo detto in merito a questi miti che vengono ripetuti continuamente, in modo da poterli confutare e smontare non appena li sentite, anche da quelle menti presumibilmente prestigiose della nostra disciplina, l\u2019economia.<\/p>\n<p>______________________________<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> <em>\u201cSi deve qui protestare contro la pericolosa identificazione dell&#8217;espansione bancaria con il risparmio, che fa parte della dottrina keynesiana. . . Questa dottrina \u00e8 <\/em><em>oggi particolarmente pericolosa oggi, quando <\/em><em>il grande aumento di denaro e <\/em><em>di depositi bancari che nascono dalla finanza di guerra <\/em><em>vengono descritti come &#8220;risparmi&#8221;, solo perch\u00e9 qualcuno li possiede in un dato momento. Secondo questa dottrina, maggiore \u00e8 l&#8217;inflazione, maggiore \u00e8 il risparmio!<\/em><em>\u201d<\/em>. Benjamin M. Anderson, <em>Economics and the Public Welfare: A Financial and Economic History of the United States<\/em>, 1914-1946, Liberty Press, Indianapolis, Ind.: 1979, pp. 391-392.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":0,"parent":8093,"menu_order":0,"template":"","article-language":[],"class_list":["post-8137","articulo","type-articulo","status-publish","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jesushuertadesoto.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/articulo\/8137","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jesushuertadesoto.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/articulo"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jesushuertadesoto.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/articulo"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jesushuertadesoto.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/articulo\/8093"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jesushuertadesoto.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8137"}],"wp:term":[{"taxonomy":"article-language","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jesushuertadesoto.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/article-language?post=8137"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}